Palazzo Novecento è certificato LEED Platinum

Palazzo Novecento è certificato LEED Platinum
10 Febbraio, 2020 MDS

Palazzo Novecento, iniziativa di riqualificazione immobiliare promossa dal Gruppo IPI, ha ottenuto la prestigiosa certificazione LEED livello Platinum, il più alto livello previsto da LEED. Più precisamente, LEED BD+C v4 Multifamily Midrise è la certificazione specifica per edifici residenziali plurifamiliari; Palazzo Novecento è il primo progetto Europeo e uno tra i pochissimi a livello internazionale ad aver ottenuto il livello Platinum.

Fatto costruire fra il 1928 e il 1930 dall’imprenditore Riccardo Gualino, su progetto degli architetti Pagano e Levi-Montalcini, Palazzo Novecento è considerato un capolavoro del Razionalismo italiano ed è uno degli edifici simbolo del Novecento torinese.

Il Gruppo IPI, dopo aver acquisito l’immobile, ne ha promosso il totale rinnovamento con un ambizioso progetto di riqualificazione che ne ha salvaguardato la bellezza, aggiornandone le esigenze funzionali e trasformando la destinazione da direzionale in residenziale.

Vittorio Moscatelli, Amministratore Delegato di IPI, dichiara: “Palazzo Novecento è sinonimo di sostenibilità. Con questa operazione abbiamo restituito alla città di Torino, dopo anni di incuria ed abbandono, un immobile progettato e costruito con l’obiettivo principale di salvaguardare l’ambiente in un contesto unico per storia, architettura e posizione. Palazzo Novecento rappresenta un’iniziativa irripetibile che racchiude in sé il passato, il presente e l’innovazione del futuro. È il simbolo concreto della città che si muove nella direzione dell’ecosostenibilità e rigenerazione urbana.”

Paola Moschini, Amministratore Unico di Macro Design Studio, afferma: “L’esperienza che ci ha visto a fianco di IPI nel processo di certificazione LEED è stata per noi estremamente importante. Siamo partiti oltre 3 anni fa con la consapevolezza di trovarci dinanzi ad una grande sfida, portare a certificazione LEED un edificio storico utilizzando il nuovissimo protocollo LEED specifico per la destinazione d’uso residenziale. Tale protocollo prevede, oltre alla figura del consulente con le credenziali di LEED AP Homes la presenza del LEED Green Rater, un professionista che effettua verifiche, test e ispezioni in campo. Il risultato ottenuto con questa certificazione è frutto del lavoro corale di tutti gli attori e del grande impegno profuso da IPI.
Questo prestigioso riconoscimento attesta non solo standard elevati di sostenibilità dell’edificio stesso ma garantisce alti livelli di comfort e benessere per gli occupanti valutati secondo uno dei protocolli più avanzati presenti sul mercato internazionale.”

Armando Baietto, architetto associato dello studio Baietto Battiato Bianco racconta l’ambizioso progetto: Affrontare il recupero di un simbolo dell’architettura del ‘900, così denso di significati, così recente, ha posto problemi di metodo, non ancora sedimentati nelle pratiche correnti, nella cultura del restauro. Il progetto degli architetti torinesi Baietto Battiato Bianco ha proposto una trasformazione lontana dalle retoriche della conservazione, con l’obiettivo del recupero e del far rivivere l’architettura all’interno di un tessuto urbano e sociale trasformato, rispetto al periodo della sua realizzazione: aggiornamento dei caratteri distributivi – richiamati nel cambio d’uso – e adeguamento degli apparati tecnologici, i principali interventi. Di fronte ad un’eredità così importante, fatta di storia e di valori, ha prevalso un atteggiamento di tipo interpretativo, ermeneutico, dove gli interventi cercano relazioni di compatibilità con il materiale d’origine, di coerenza con la costruzione del 1930. E’ l’equilibrio fra il restauro e le misurate addizioni a permeare il progetto: la copertura principale, affaccio privilegiato sul Parco del Valentino, liberata dalle superfetazioni, ospita la “lanterna delle tecnologie”, un volume sottile, trasparente, adagiato sul lastrico solare, appena percepibile. La scelta di seguire il protocollo per la certificazione Leed ha permesso di completare un percorso straordinario, corale, in cui una molteplicità di attori e di saperi, tutti riuniti attorno al progetto, hanno condiviso un unico intento: la qualità speciale dell’esito finale. E, se la carica simbolica di quella realizzazione sembra essere venuta meno e l’esortazione di Gigi Chessa, sul numero monografico di Domus – << … salutiamolo quindi, prima di tutto come un fatto morale…>> – sembra aver perso ogni tensione ideologica, i valori formali dell’architettura rimangono a testimoniare nella contemporaneità, l’efficacia dell’opera di Giuseppe Pagano e di Gino Levi Montalcini.”

 

Comunicato stampa IPI S.p.A.

Torino, 10 febbraio 2020