La doppia materialità: un pilastro della CSRD tra impatti e opportunità

La doppia materialità: un pilastro della CSRD tra impatti e opportunità
Giugno 12, 2025 MDS

La doppia materialità è un principio centrale della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), confermato anche dal pacchetto Omnibus, che valuta sia l’impatto che le questioni di sostenibilità (ambientali, sociali e di governance – ESG) hanno sull’azienda (materialità finanziaria) sia l’impatto che l’azienda ha sull’ambiente e la società (materialità d’impatto) secondo le linee guida EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group). L’analisi di materialità è un elemento fondamentale presente in tutti i bilanci di sostenibilità secondo CSRD, perché permette di individuare quali sono i temi “materiali”, vale a dire rilevanti, in termini di impatto dell’azienda sul pianeta e sulla società, nonché i rischi e le opportunità legati agli eventi esterni.

Con l’analisi della materialità d’impatto vengono valutate le conseguenze delle attività aziendali sull’ambiente e sulla società, adottando una prospettiva dall’interno verso l’esterno (inside-out) rispetto ai temi ambientali (emissioni di gas serra, gestione dei rifiuti, conservazione della biodiversità, ecc.), sociali (cultura aziendale, diritti umani, salute e sicurezza sul lavoro, ecc.) e di governance (corruzione, riservatezza e sicurezza dei dati, ecc.).

Mediante l’analisi di materialità finanziaria invece si valutano i rischi e le opportunità relativi a una questione di sostenibilità che potrebbe avere un’influenza rilevante sullo sviluppo dell’impresa, sulla posizione finanziaria, sulla performance finanziaria, sui flussi di cassa, sull’accesso ai finanziamenti o sui costi del capitale nel breve, medio o lungo termine, seguendo un approccio che va dall’esterno verso l’interno (outside-in). Una questione di sostenibilità può essere materiale sia da una prospettiva di impatto, che da una prospettiva finanziaria o da entrambe.

Una volta individuati gli impatti se ne valutano l’entità, la portata, la natura irrimediabile e la probabilità, in funzione della tipologia d’impatto effettivo o potenziale. È necessario anche il coinvolgimento degli stakeholder (azionisti, dipendenti, fornitori, partner commerciali, clienti, associazioni di categoria etc.) e di eventuali esperti esterni che possono supportare che possono dapprima valutare e poi validare i risultati dell’analisi.

Il risultato dell’analisi di materialità è la matrice di materialità, ovvero una rappresentazione grafica a matrice dove si posizionano in ordine crescente sull’asse delle ordinate i temi rilevanti per l’azienda e sull’asse delle ascisse i valori rilevanti per gli stakeholder. Si tratta di una matrice di rilevanza che restituisce una mappatura gerarchica e strategica utile a identificare una strategia ESG definendo le sfide e gli obiettivi prioritari dell’azienda.

Per le micro, piccole e medie imprese non soggette alla CSRD la doppia materialità prevede il principio del “se applicabile”, la VSME (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs) infatti, nella versione approvata dal pacchetto Omnibus non prescrive obbligatoriamente l’analisi di doppia materialità. Tuttavia, eseguire questo tipo di analisi rappresenta per qualsiasi azienda un’occasione per rivedere le strategie aziendali, focalizzandole verso modelli di business orientati alle tematiche ESG, strutturando così un percorso di sviluppo sostenibile che diventi una leva strategica per la competitività e la crescita nel lungo periodo.