La norma UNI EN ISO 14064 fornisce linee guida per le organizzazioni che desiderano quantificare, monitorare, rendicontare e verificare le proprie emissioni di gas a effetto serra (GHG), rappresentando un’alternativa al GHG Protocol per il calcolo delle emissioni aziendali.
Per la quantificazione e la comunicazione della carbon footprint di prodotti e servizi (Carbon Footprint of Products – CFP) è invece possibile fare riferimento alla ISO 14067.
Lo standard UNI EN ISO 14064 è articolato in tre parti:
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Parte 1: definisce i requisiti per la redazione degli inventari GHG a livello organizzativo.
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Parte 2: si concentra sui progetti di riduzione delle emissioni.
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Parte 3: stabilisce i principi per la validazione e la verifica delle asserzioni GHG.
Secondo la ISO 14064-1, la classificazione delle emissioni differisce rispetto al GHG Protocol: l’articolazione prevede sei categorie, di cui le prime due corrispondono agli Scope 1 e 2 e le restanti quattro rappresentano le emissioni indirette (Scope 3):
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Categoria 1 – Emissioni dirette (Scope 1).
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Categoria 2 – Emissioni indirette da energia importata (Scope 2).
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Categoria 3 – Emissioni derivanti dai trasporti (trasporto e distribuzione upstream e downstream, viaggi di lavoro, pendolarismo dei dipendenti).
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Categoria 4 – Emissioni connesse ai prodotti utilizzati dall’organizzazione (beni e servizi acquistati, beni capitali, estrazione di carburante ed energia, scarti di produzione e rifiuti, beni acquistati in leasing).
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Categoria 5 – Emissioni associate all’uso dei prodotti dell’organizzazione (lavorazione dei prodotti venduti, utilizzo del servizio/prodotto, fine vita dei prodotti venduti, beni venduti in leasing, franchise, investimenti).
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Categoria 6 – Emissioni provenienti da altre fonti non collocabili in nessun’altra categoria.
Una differenza sostanziale tra i due riferimenti risiede nel fatto che, mentre il GHG Protocol richiede la quantificazione obbligatoria delle sole emissioni di Scope 1 e Scope 2 lasciando facoltativa la rendicontazione dello Scope 3, la UNI EN ISO 14064-1 prevede la comunicazione di tutte le sei categorie di emissioni, a meno che alcune non siano considerate non significative in base a criteri definiti.
Ne deriva un impegno molto più rilevante per le aziende nella raccolta dei dati necessari, soprattutto perché lo Scope 3 rappresenta in genere la parte più complessa in termini di tempo e risorse.
Entrambi gli standard prevedono la possibilità di sottoporre i dati a un processo di verifica da parte di un ente terzo accreditato, con l’obiettivo di garantire misurazioni e rendicontazioni precise e trasparenti.
Il GHG Protocol, inoltre, comprende diversi standard e guide pratiche dedicate a organizzazioni, prodotti, città e obiettivi di mitigazione, tra cui: Corporate Standard, Corporate Value Chain (Scope 3) Standard, GHG Protocol for Cities, Mitigation Goal Standard, Policy and Action Standard, Product Life Cycle Accounting and Reporting Standard, Project Protocol, Agricultural Guidance, Scope 3 Calculation Guidance ed Estimating and Reporting Avoided Emissions.
In conclusione, la scelta dello standard da adottare deve basarsi sulle esigenze e sugli obiettivi dell’organizzazione: la ISO 14064 si distingue per rigore metodologico e richiesta di verifica, mentre il GHG Protocol offre maggiore flessibilità, risultando ampiamente riconosciuto e raccomandato da numerosi programmi e standard internazionali, tra cui SBTi, CDP, ESRS e GRI.
